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Le Rive: pura essenza di un territorio

29/04/2020

Conegliano Valdobbiadene è una tavolozza dai colori accesi: il verde brillante dei vigneti sulla groppa delle colline, nella tarda primavera, ha una luce così intensa e viva; oppure il giallo dell'uva, frutto della vendemmia in arrivo, che splende nei primi giorni di settembre quando il cielo, scheggiato dalle nuvole, è increspato dal sole del pomeriggio.

A impreziosire il paesaggio sono le case di sasso nelle tinte dei grigi, dei nocciola, dei rossi e dei rosa, le piccole, rettangolari finestr​​​​​​​e, il legno degli scuri e tutto attorno l'ordine e l'armonia delle cose. Questi luoghi ti entrano nel cuore, in profondità, perché in ogni scorcio, in ogni istantanea che ti si svela, c'è una Natura forte, un paesaggio unico senza somiglianze, senza richiami, senza termini di paragone. Qui e solo qui le rive si aprono in piccole valli circolari disegnate dal tratto armonico della vigna, che propone curve ellittiche, sinuose, morbide, materne. L'uomo e il suo lavoro hanno in larga parte determinato questo paesaggio, connotandolo in modo tanto peculiare da creare un territorio unico.
Questa unicità è interpretata dalle Rive, vera essenza del territorio.

Le Rive, termine che nella parlata locale sta a indicare i vigneti posti in terreni scoscesi, con la nuova Docg si sono trasformate da concetto, idea a tipologia di vino che sottolinea l'unicità territoriale, l'essenza più autentica e non ripetibile altrove: nasce così il Rive, ovvero lo spumante ottenuto dalle Rive.

I Rive sono prodotti dalle aziende che vogliono esaltare le sottozone, investendo maggiore fatica, sacrificio, impegno. Sono un vino di territorio, ottenuto da vigneti in forte pendenza e alta collina, lavorabili solo manualmente, che hanno dimostrato nel tempo di possedere particolari valori vitivinicoli, gli uni diversi dagli altri.  Sono i vini per cui "bisogna spendere delle parole" perché vanno descritti, spiegati, fatti amare.

Il Rive è un vino difficile da produrre e prevede regole più restrittive rispetto a tutte le altre tipologie di Conegliano Valdobbiadene. Ecco quali sono:
1) le uve devono provenire da un'unica località, che viene menzionata in etichetta
(per esempio, i nostri "Rive di Carpésica");
2) la produzione deve essere inferiore rispetto alle altre tipologie del Superiore
3) la vendemmia deve essere esclusivamente a mano;
4) deve sempre essere indicato l'anno di produzione (il millesimo);
5) può essere prodotto esclusivamente nella versione spumante, la più qualitativa.
 
Per i nostri “Rive”, in Bellenda abbiamo scelto di fare un ulteriore passo: S.C. 1931, Sei Uno e l’ultimo nato Lei, sono tutti prodotti con il metodo classico, cioè li fermentiamo in bottiglia con soste sui lieviti da 14 a 30 mesi.
Una maggiore permanenza sui lieviti come quella che solo il metodo classico può dare, dà a questi tre spumanti la possibilità di esprimere al meglio il terroir.
 
Il Rive è un deciso e significativo passo in avanti teso a valorizzare e premiare la differenziazione territoriale di Conegliano Valdobbiadene nelle molteplici peculiarità che sanno esprimere il suolo, l'esposizione, il microclima, sancendo in modo ufficiale l'esistenza di zone particolarmente vocate, ciascuna con un carattere proprio, che va valorizzato.